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Funzione Trasmutatoria - Settima fase del percorso di Disvelamento del Sé

Funzione Trasmutatoria - Settima fase del percorso di Disvelamento del Sé
Funzione Trasmutatoria - Settima fase del percorso di Disvelamento del Sé

Dopo aver attraversato l’individuazione, aver lasciato maturare il processo interiore e aver imparato a integrare gli opposti, il cammino giunge alla sua espressione più matura: la funzione trasmutatoria.

Questa fase non riguarda più solo la trasformazione interiore come esperienza personale. Qui la coscienza stessa diventa luogo di trasformazione attiva. Il Sé non è più solo un centro interiore percepito nei momenti di crisi o di intuizione, ma un principio vivente che orienta il modo di essere nel mondo.


La trasformazione non è più episodica

Nelle fasi precedenti, la trasformazione si presentava attraverso momenti intensi: crisi, sogni significativi, sincronicità, passaggi interiori destabilizzanti. Ora il cambiamento non avviene più solo in eventi straordinari, ma diventa qualità costante della presenza.

La persona non vive più la crescita come una serie di tappe da superare, ma come uno stato di apertura continua. La coscienza è diventata sufficientemente ampia e flessibile da permettere al processo trasformativo di agire in modo permanente.

La trasmutazione non è più un’esperienza, ma una modalità di essere.


Il Sé come principio operante

In questa fase, il Sé non è più solo un contenuto simbolico o un’idea guida. Diventa un principio operante nella vita quotidiana. Le scelte, le relazioni, il modo di stare nelle situazioni sono sempre meno guidati da automatismi dell’Io e sempre più da una coerenza profonda.

Non si tratta di perfezione morale o di superiorità spirituale. Al contrario, cresce la semplicità. L’azione diventa più essenziale, meno reattiva, meno centrata sul bisogno di affermarsi.

Il Sé opera come un orientamento silenzioso che rende la vita più autentica e meno frammentata.


Presenza trasformativa

La funzione trasmutatoria non riguarda solo ciò che accade dentro, ma anche l’effetto che la coscienza ha sul contesto. Una persona che ha attraversato questo processo porta con sé una qualità di presenza che ha un effetto trasformativo.

Non attraverso il controllo o la volontà di cambiare gli altri, ma attraverso una coerenza interiore che rende possibile uno spazio diverso nelle relazioni. Le tensioni non vengono negate, ma accolte. I conflitti non vengono evitati, ma attraversati con maggiore ampiezza.

La trasformazione diventa contagiosa non per imposizione, ma per risonanza.


Vivere simbolicamente

In questa fase, la vita stessa viene percepita come un processo simbolico. Eventi, relazioni, scelte non sono più solo fatti esterni, ma espressioni di un movimento più profondo della totalità psichica.

Questo non significa attribuire significati arbitrari a tutto, ma vivere con una consapevolezza che collega l’esperienza quotidiana a un ordine più ampio. La distinzione rigida tra “interiore” ed “esteriore” si attenua: la vita diventa il luogo in cui il Sé prende forma.

L’esistenza non è più solo qualcosa che accade, ma qualcosa che viene partecipato consapevolmente.


Umiltà e servizio

Uno dei segni più chiari della funzione trasmutatoria è l’umiltà. Dopo aver attraversato il processo di trasformazione, l’Io non si sente speciale, ma più umano. Si riduce il bisogno di essere riconosciuti, di dimostrare, di convincere.

Cresce invece una disposizione al servizio, non come sacrificio di sé, ma come espressione naturale di una coscienza che non è più centrata esclusivamente su se stessa. La vita dell’individuo diventa parte di un movimento più grande.


L’alchimia incarnata

Se nelle fasi precedenti l’alchimia era una metafora del processo interiore, qui diventa una realtà vissuta. La materia della vita quotidiana – lavoro, relazioni, difficoltà, scelte – diventa il luogo della trasmutazione.

Il piombo non è più solo simbolo, ma rappresenta le parti dense dell’esperienza che vengono trasformate in consapevolezza. L’oro non è uno stato mistico separato, ma una qualità di presenza che illumina il modo di vivere.

La coscienza stessa è diventata fornace e alambicco.


essere il processo

La funzione trasmutatoria non è un traguardo definitivo, ma un modo di stare nel divenire. L’individuo non si identifica più con un’immagine di sé stabile, ma con il processo stesso di trasformazione.

Il Sé non è più qualcosa da raggiungere, ma ciò che si esprime attraverso una vita vissuta con presenza, coerenza e apertura.

Non è la fine del cammino.È il momento in cui il cammino e colui che cammina diventano una cosa sola.

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